| | Analisi e interpretazione dell'Introduzione svolta da un docente: analisi stilistica e formale; lo statuto parodico; il reticolo metaforico; la definizione del «genere» (racconto o relazione); individuazione delle fonti (il manoscritto secentesco, il narratore ottocentesco, altri testimoni, ecc.); i lettori, la lingua. ("Prima di accostare il lettore al paesaggio umano e geografico della scena romanzesca, prima di descrivere la realtà materiale, il sistema di valori in cui si muovono i personaggi della “fabula”, in un’alternanza di situazioni comiche e tragiche, Manzoni introduce direttamente l’anonima fonte secentesca, enunciando, attraverso un artificio tecnico che combina insieme stilizzazioni parodiche e velati giochi metaforici, le linee essenziali della sua poetica")
Proposte: Attraverso lo statuto parodico si esprime l’autoironia dell’autore ma anche la personale convinzione della sua marginalità rispetto alla Storia. Problema aperto: per chi scrive Manzoni? Bibliografia: A. Manzoni, I promessi sposi, a cura di E. Raimondi e L. Bottoni, Milano, Principato, 1988; Leggere i Promessi sposi. Analisi semiotiche, a cura di G. Manetti, Milano, Bompiani, 1989; E. Raimondi, Il romanzo senza idillio. Saggio sui «Promessi sposi», Torino, Einaudi, 1974; Id. La dissimulazione romanzesca. Antropologia manzoniana, Bologna, Il Mulino, 1990; V. Spinazzola, Il libro per tutti. Saggio sui «Promessi sposi», Milano, Editori Riuniti, 1992. Laboratorio: Analisi comparativa tra l’Introduzione ai Promessi sposi, le Introduzioni ai romanzi di Walter Scott e le Introduzioni ai romanzi storici dell’Ottocento da Guerrazzi a Nievo. |